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Le calcificazioni tendinee sono un disturbo piuttosto comune che può colpire diverse parti del corpo, causando dolore e rigidità.
In parole semplici, si tratta della formazione di piccoli depositi di calcio all’interno dei tendini, che rendono più difficile il movimento e, in alcuni casi, molto doloroso.
Le zone più spesso coinvolte sono la spalla (nella cuffia dei rotatori), il gomito, l’anca (in particolare il trocantere) e il ginocchio (nel tendine rotuleo). Vediamo insieme di cosa si tratta e come si può intervenire.

Le cause delle calcificazioni tendinee

Le calcificazioni tendinee non dipendono da una sola causa, ma da un insieme di fattori.
Possono comparire a seguito di microtraumi ripetuti, movimenti scorretti, sovraccarichi muscolari o posture sbagliate mantenute per troppo tempo.
Anche lo stress meccanico dovuto ad attività sportive o lavorative intense può contribuire alla formazione dei depositi di calcio.
Spesso il corpo, nel tentativo di “riparare” il tendine danneggiato, produce questi accumuli di calcio che, invece di aiutare, peggiorano la situazione.

Calcificazioni della cuffia dei rotatori (spalla)

La spalla è la sede più frequente di questo problema.
Le calcificazioni tendinee della cuffia dei rotatori causano dolore, soprattutto di notte, e difficoltà nei movimenti del braccio, come alzarlo o ruotarlo.
Chi pratica sport come il nuoto o il tennis, o chi svolge lavori manuali ripetitivi, è più soggetto a questo disturbo.
Il trattamento prevede fisioterapia mirata, onde d’urto, o nei casi più complessi, piccoli interventi per rimuovere i depositi di calcio.

Calcificazioni al gomito

Quando il problema interessa il gomito, il dolore si manifesta nei movimenti di flessione o estensione e può essere confuso con la classica “epicondilite” (gomito del tennista).
Le calcificazioni tendinee del gomito sono comuni in chi usa spesso le mani o pratica sport di racchetta.
Le terapie più efficaci comprendono riposo, fisioterapia, laserterapia o onde d’urto, che aiutano a sciogliere e riassorbire la calcificazione.

Calcificazioni al trocantere (anca)

Anche l’anca, soprattutto nella zona del trocantere, può essere colpita.
Le calcificazioni tendinee del trocantere provocano dolore laterale, che può irradiarsi lungo la coscia o verso il gluteo.
Il fastidio è più intenso quando ci si sdraia sul fianco o si cammina a lungo.
In questi casi è utile associare stretching mirato, tecarterapia, e una rieducazione posturale per correggere gli squilibri che favoriscono il problema.

Calcificazioni del tendine rotuleo (ginocchio)

Nel ginocchio, la calcificazione del tendine rotuleo è tipica di chi pratica sport come calcio, corsa o basket.
Il dolore si avverte nella parte anteriore, sotto la rotula, e può rendere difficile piegare o estendere completamente la gamba.
Le terapie consigliate sono onde d’urto focali, esercizi di rinforzo e allungamento, e trattamenti fisioterapici specifici.
Con il giusto approccio, la calcificazione tende a ridursi e il dolore scompare progressivamente.

Come si diagnosticano le calcificazioni tendinee

Per individuare una calcificazione tendinea basta una ecografia o una radiografia, che permettono di vedere la posizione e la grandezza del deposito di calcio.
In base al risultato, il medico o il fisioterapista sceglierà il trattamento più adatto, che può andare da semplici esercizi riabilitativi a tecniche più avanzate come la barbotage ecoguidata o l’artroscopia.

Si possono prevenire?

Assolutamente sì.
Le calcificazioni tendinee si possono prevenire mantenendo i muscoli elastici e i tendini in buona salute.
Ecco alcuni consigli utili:

  • Fare stretching regolare, soprattutto dopo l’attività fisica.
  • Evitare movimenti ripetitivi o carichi eccessivi.
  • Curare la postura sia durante il lavoro che nello sport.
  • Non ignorare i piccoli dolori: affrontarli subito evita complicazioni.

Le calcificazioni tendinee, che si manifestino nella spalla, al gomito, all’anca o al ginocchio, possono sembrare un problema serio, ma nella maggior parte dei casi si risolvono con i giusti trattamenti.
Grazie alle moderne tecniche di fisioterapia e alle terapie mirate del Centro Bertolotti, oggi è possibile tornare a muoversi liberamente e senza dolore.

Prendersi cura del proprio corpo e ascoltare i segnali che invia è il primo passo per mantenere salute, forza e libertà di movimento.

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